9 Giorno: Karigasniemi - Nordkapp

Gallery del giorno30 Giugno 2009

 

KARIGASNIEMI – KARASIOK (Norvegia) LAKSELV – LDELFJORD – SMORFJORD – KAFJORD -HONNIGSVAG – NORDKAPP (Km 370)
Partenza ore 09.30 arrivo ore 16.45

 Ci svegliamo con una voglia di ripartire più grande del solito: oggi arriveremo a Nordkapp. Appena compiuto l’ennesimo miracolo mattutino e cioè quello di riuscire a far entrare tutto ciò che ci siamo portati secondo una certa logica nei vari bagagli e aver ottemperato al rito del caffè per noi e l’olio alla catena della moto si riparte. Dopo qualche kilometro ci fermiamo sotto al cartello: NORGE. Foto di rito e qui facciamo conoscenza con un gruppo di motociclisti spagnoli che per la terza volta tornano a Nordkapp . Sono tutti vestiti uguali e con gli occhiali neri sembrano i Blue brothers. Ci daranno un po’ di dritte come si usa tra motociclisti quindi si riparte. Avremo poi modo di rincontrarli nel proseguo del viaggio. Dopo 18 Km siamo a Karasiok la capitale norvegese del popolo Sami e sede del loro parlamento , della radio, della televisione, del museo, della biblioteca, del centro d’arte e della scuola sami per gli studi superiori. Da queste parti i cartelli hanno la doppia toponimia: Sami e Norvegese. Il paesaggio cambia : la vegetazione diventa bassa e il panorama si estende libero fino all’orizzonte. In lontananza si intravedono le montagne coperte di neve. Procediamo senza fretta e ci gustiamo il paesaggio e i profumi . La strada dritta e scorrevole si perde all’orizzonte tra le montagne e un cielo dai colori sempre più intensi e brillanti. Dopo un bel po’ di kilometri aumenta la vegetazione e facciamo conoscenza con i laghi sulle cui acque immobili si specchia il paesaggio circostante duplicando la sua immagine. I laghi Norvegesi oltre ad essere di una trasparenza incredibile hanno colori stupendi e sono diversi da quelli finlandesi il cui fondo è scuro. A Olderfjorden imbocchiamo la E69 per Capo Nord, da qui in poi c’è una sola strada, è in questo tratto che rincontriamo qualcuno già visto lungo la risalita verso il Nord. Anche se è da dire che quelli che vanno a Nordkapp passando prima dalla Norvegia sono molti di più rispetto a coloro che lo fanno passando dalla Finlandia. Ma abbiamo modo di verificare che il percorso seguito da noi è certamente di molto il più bello perché termina in un crescendo di emozioni. Questo tratto di strada che si snoda con alla sinistra il mare ci dà il senso del viaggio. Ci gustiamo il percorso con assoluta calma e in assoluta solitudine .Sentiamo sulla pelle i brividi e l’emozione della meta che si avvicina. La strada fà mille ghirigori seguendo le insenature tortuose della costa. Ci fermiamo ad un villaggio Sami ad uso e consumo turistico. Ha il vantaggio di farci godere questo posto con calma oltre che fornirci qualche indicazione sulla vita di questo lontano e sconosciuto popolo. Visitiamo le tre tende che compongono il villaggio e che hanno un utilizzo diverso tra loro. Una delle tende è devoluta a quello che dovrebbe essere la sede del Consiglio con un fuoco acceso centrale e intorno sedie coperte di pelli di renna. Le altre due sono destinate alla vendita di souvenir rigorosamente lappone : tutto derivato dalla macellazione delle renne: ossa ,corna pelli ecc.. Vediamo una infinità di cose che ci incuriosisce e che vorremo comprare per portare via come ricordo ma lo spazio che abbiamo a disposizione sulle moto è poco … e infatti facciamo una delle nostre solite “zingarate” acquistiamo due paia di corna di renna che da quel momento in poi diventeranno il nostro segno distintivo per il resto del viaggio e ci farà riconoscere da tutti i motociclisti e non che incontreremo e che al solito saluto di prammatica da queste parti (saluto con la mano sinistra o il piede ) aggiungeranno ampi sorrisi per noi. Incarico di trattare sul prezzo a Natale che su queste cose è peggio di me che non riesco mai a scucire un euro di sconto su niente. Trattiamo un bel pò perche la “Sami” si rivelerà un osso veramente duro : a fronte di uno sconto fatto cercherà di pregarci sul cambio .Alla fine abbiamo portato a casa due corna di renna a venticinque euro e ci sembra un buon prezzo visto che siamo partiti da una base doppia. Alla fine è lei stessa che si offre per una foto e quando andiamo via ci saluta con partecipazione. Si vede che alla fine gli siamo rimasti simpatici. Riprendiamo il viaggio con due passeggeri in più: le corna. Lungo il mare si cominciamo a Vedere i primi essiccatoi per merluzzi e ad essere sinceri oltre che vederli li “sentiamo” . Le acque del Porsangerfjorden , al cui lato scorre la strada, è praticamente immobile e abbiamo modo di gustare una scena inconsueta :ammiriamo vicino alla riva un gruppo di delfini che gioca e contemporaneamente al lato sinistro della strada osserviamo renne al pascolo. Il paesaggio man mano che ci avviciniamo a NordKapp diventa sempre più brullo e i licheni e i muschi la fanno da padroni. Arriviamo a Kafjord da dove una volta partiva il traghetto che portava a Honninsvag sull’isola di Mageroya alla cui estremità si trova NordKapp. Dal 1999 un tunnel sottomarino lungo quasi sette Km unisce l’isola al continente. L’ingresso del tunnel si presenta in cemento e con il solito semaforo per indicare eventuali emergenze. Appena imboccato l’aspetto cambia e il tunnel non è più “rivestito” di cemento ma si vede al roccia viva e diventa un budello buio,umido , ripido e freddo. Praticamente ha l’aspetto di una miniera solo che invece di andare sotto terra andiamo “sott’acqua”: arriva a 212 metri sotto il livello del mare per poi risalire rapidamente verso l’isola di Mageroya. Un percorso davvero emozionante fatto con qualche brivido lungo la schiena. Paghiamo il pedaggio e dopo poco attraversiamo il centro abitato di Honningsvag la strada infine s’inerpica verso l’Altopiano di Capo Nord tra brulle colline disseminate di crateri ricolmi di acqua ghiacciata e neve. Per tutti i nove giorni precedenti ho immaginato questo momento. Mi fermo tolgo la macchina fotografica montata sul supporto sul manubrio e monto la telecamera .voglio registrare questi ultimi kilometri che ci separano da NordKapp. Ho già in mente la colonna sonora che farà da commento al filmato : nessun dorma cantata da Bocelli. Procediamo tra un vento fortissimo che cambia spesso direzione un freddo intenso e una fitta pioggerellina gelata che a tratti diventa nevischio. Oggi è il 30 giugno e la cosa ci sorprende alquanto. Arriviamo alla sbarra dell’ingresso di NordKapp biglietto di ingresso a 430 corone circa 40 euro valido per due giorni. Scendiamo dalle moto non tanto per fare qualche foto ma per far durare di più questi momenti. In lontananza vediamo “La rupe” a 370 metri a picco sul mare. Abbiamo davanti a noi il famoso mappamondo che ci ha fatto tanto sognare. Vicino al bordo della falesia si vede una sfera trasparente e il Nord– kapphallen una struttura di quattro piani il cui interno ospita bar, ristoranti, negozi di souvenir. Il freddo è intenso e ci togliamo a malincuore i caschi per le foto di rito. Qui incontriamo di nuovo motociclisti conosciuti lungo la strada con i quali ci prendiamo a scatti fotografici. Dopo un’oretta infreddoliti entriamo al rifugio in cerca di un po’ di caldo. Acquistiamo l’attesto con il timbro di NordKapp e la data e ci rechiamo a quella che si rivelerà una gradita sorpresa. Attraverso un tunnel scendiamo nel cuore della montagna e sbuchiamo su una terrazza ( la Grotta) che punta verso Nord e offre una vista dell’immensità che si estende al di là del Capo. Alle spalle abbiamo un anfiteatro con finestre panoramiche e un bar. Abbiamo avuto modo di visitare anche una cappella dedicata a S. Giovanni presso la quale molte coppie celebrano il loro matrimonio e trascorrono la prima notte di nozze nella suite 71° 10’ 21”. Il tempo peggiora sempre di più e non riusciamo neanche a vedere il mare sotto di noi. Il sole è un miraggio ! Per fortuna abbiamo una gradita sorpresa che da sola meriterebbe il viaggio: la proiezione di un filmato di Ivo Caprino sull’alternanza delle stagioni a NordKapp. SPETTACOLARE!!! Usciamo alla luce e cerchiamo di raccogliere le idee. Non ci sembra ancora vero aver attraversato Italia, Austria, Germania, Danimarca, Svezia , Finlandia e parte della Norvegia e percorso quattromilacinqucentoventinove chilometri. Si è proprio vero quelli sotto al mappamondo siamo noi!! Uscendo abbiamo modo di vedere sette lastre rotonde che passano sotto il nome : i bambini della terra ( simbolo dell’unità dei popoli del mondo). Vorremmo rimanere oltre ma siamo letteralmente distrutti dalla stanchezza e dal freddo quindi a malincuore ripartiamo alla ricerca di un alloggio per la notte (sic!). Procediamo con assoluta cautela per il fondo stradale viscido per il nevischio. La stanchezza ci passa quando vediamo due ciclisti con bici sommerse da bagagli procedendo a fatica verso NordKapp. Che coraggio !!!!. Siamo fortunati dopo una manciata di kilometri troviamo posto nel Kirkeporten camping: il camping più a nord d’Europa. La Hytte per la notte ci sembra una reggia. Qualche dubbio per la verità lo abbiamo quando ci accorgiamo che non riusciamo a far entrare i nostri bagagli . Solo al mattino ci accorgiamo delle misure da “puffi” della stanza: tre metri per due circa e in questo spazio c’erano due letti a castello un tavolino con due sedie e un fornello elettrico con due fuochi . Un Miracolo! Ma riusciamo a prepararci in ogni caso una cenetta coi fiocchi in cui la fanno da padroni spaghetti al filetto di pomodorini e un bicchiere di prosecco che avevo gelosamente custodito per tutto il viaggio. Sarebbe un giornata perfetta se non mi accorgessi che la registrazione fatta con la cinepresa è inservibile. Mi ci vuole un bel po’ per farmi passare la rabbia e riuscire a capirne le cause: le vibrazioni della moto non permettono una registrazione buona sui mini DVD. Sono stanco butto uno sguardo all’esterno e mi accorgo che non si vedono più le renne che brucavano davanti “casa” quando siamo arrivati. Guardo l’orologio e mi accorgo che è mezzanotte : la luce fuori è la stessa del pomeriggio. Vado a letto.
               

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